mercoledì 31 dicembre 2025

Capodanno

Fino al 1 gennaio 1968, per me Capodanno era la festa in cui i grandi stappavano champagne, si baciavano sotto il vischio e si auguravano cose belle. 

A noi bambini permettevano un assaggio di bollicine e poi a dormire, mentre loro si intrattenevano giocando a carte o a tombola, ridendo e sgranocchiando frutta secca. Dal 1 gennaio 1968, anno che ha portato via per sempre mio padre e che ha cambiato radicalmente la vita della mia famiglia Capodanno, per me, è solo una triste ricorrenza, un giorno da bypassare, così come la notte che lo precede. 

Spesso, negli anni, arrivare a mezzanotte mi è costato fatica. Il traguardo del brindisi finale fatto per gli altri e per educazione: una silenziosa maratona carica di pensieri, inquietudine e ricorrente desiderio di essere altrove.

Ogni data relativa a un trauma è una ricorrenza dolorosa, ma morire all'improvviso a Capodanno, così come a Natale, è uno scherzo del destino che segna chi resta e io, quel segno me lo porto dentro e mi impedisce ancora oggi di sorridere, anche se la serenità a volte non manca e con essa la gratitudine per essere ancora qui a ricordare.

Il 2026 mi fa paura e credo sia la prima volta in cui provo un senso di smarrimento, di annichilimento e di sconfitta. E’ certamente colpa della troppa informazione, dei social, delle bestie di satana che, impunite, uccidono e mutilano innocenti e dei maledetti algoritmi, ma è anche colpa di quello che mi circonda quando esco di casa, quando vedo barboni persi nella sporcizia in ogni angolo di strada, quando sento la rabbia o le persone parlare volgarmente, quando vedo comportamenti che non condivido e mi turbano perchè vorrei urlare che non si fa così, ma ho paura di essere picchiata, e non è una bella sensazione perchè sarebbe costruttivo potersi esprimere senza paura e magari trasmettere agli altri qualcosa di buono. 


Non so, sinceramente, cosa augurare a tutti noi per il futuro. Serenità? Pace? Amore Universale? Una visione ottimistica del mondo? Una fede? Una vittoria alla Lotteria? Una vita bucolica? Un trasferimento in un’oasi faunistica o in un paradiso fiscale? Un amore travolgente? La fine della solitudine? L'allegria? La saudade?

Scegliete voi. Io mi astengo.








Capodanno

Fino al 1 gennaio 1968, per me Capodanno era la festa in cui i grandi stappavano champagne, si baciavano sotto il vischio e si auguravano co...