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giovedì 4 giugno 2020

PAROLE PER TE




Parole per i tuoi occhi dentro ai quali intuisco oceani di pensieri.

Parole per le tue incertezze ben celate.

Parole per i tuoi entusiasmi: un cluster di note, un assolo di chitarra, una voce emozionante, un arrangiamento, un concerto, un viaggio, un libro.

Parole per il tuo dolcissimo sorriso.

Parole mute per rispettare le porte sbarrate dei tuoi silenzi.

Parole per la tua manina che stringevo nel buio della notte, prima del sonno o camminando vicini.

Parole per la tua mano forte che ora stringe la mia facendomi sentire al sicuro.

Parole per quell'accorgerci reciproco di "qualcosa che non va", quando nei nostri sguardi corrono veloci un'ombra o un punto interrogativo.

Parole per tutto l'impegno, la dedizione alla Musica, l'entusiasmo, la gioia, le illusioni, i sogni e le disillusioni di questi anni.

Parole per le tue note che sempre mi addolciscono il cuore.

Parole per le tue canzoni, mio balsamo e mia cura.

Parole per la tua anima bella e per quella speciale delicatezza fatta di osservazione e di ascolto che sarà sempre la tua forza.

Parole per ringraziare di avermi scelta in questo viaggio privilegiato che è la vita. 

Parole per il tempo che mi hai regalato fino a qui.

Parole di speranza per un futuro pieno di luce. 

Parole di buon augurio.

Parole di una madre per un figlio, totalmente prive dell'obbligo di obiettività. 

Buon Compleanno Samuele! 

In questi meravigliosi 22 anni hai ricevuto molti doni.

Fai della gratitudine la prima delle tue bandiere. 










domenica 9 aprile 2017

Punti di "Non Ritorno"

Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. E’ quello il punto a cui bisogna arrivare".
(Franz Kafka)

Quando ho avuto chiaro questo pensiero? Le due volte che ho partorito. Nel momento dei dolori forti, quando avrei desiderato fare una pausa e ripensarci un attimo (scusi dottore...rewind...forse ho cambiato idea) ma la vita dentro di me aveva urgenza di farsi avanti. Una figlia. Un figlio.
Lì, in mezzo al frastuono turbolento e fuori dal tempo del travaglio, ho pensato: ok Ale. Non si torna indietro. Non si può. Su le maniche. Si va avanti. Fallo nel migliore dei modi. Fallo con cuore caldo e mente lucida. Fallo come la natura ti suggerisce. Fallo come le donne antiche. Respira insieme alla tua bimba. Combatti per il tuo bambino. Aiutali a nascere. E' la vita che chiama. Lo hai voluto tu. Sii presente. Sfoglia il tuo album di belle foto. Pensa all'azzurro del cielo, alle onde del mare, alle rondini, alle balene, alle api che danzano intorno ai fiori, ai vulcani, agli abbracci, al batticuore dei primi amori, ai profumi d'estate all'alba, al blues, al soul, a tutta la Bellezza che ti viene in mente perché in questo rito sacro, ordinario e straordinario, sei una parte d'infinito e celebri il mistero della vita.
Ed ecco la meraviglia del non ritorno: oltre al dolore, oltre alle paure, oltre agli occhi chiusi e ai denti stretti, oltre al respiro affannoso, oltre all'ospedale, ai suoi camici verdi e alle sue leggi, c'è una baia azzurra, un approdo dolcissimo nel mare della tranquillità. La mente, dopo il grande rito di passaggio, riposa finalmente nell'oasi di miele di un amore immenso, luminoso e unico, fino a lì solo vagamente immaginato.
Ed ecco il profumo straordinario di esistenze fresche, tutte nuove, da annusare, da vivere, da inventare. Manine che stringono forte. Occhi da guardare. Cuori da custodire. Promesse da mantenere.
E' da quel "non ritorno" che inizia il grande viaggio. Il più bello. 









Capodanno

Fino al 1 gennaio 1968, per me Capodanno era la festa in cui i grandi stappavano champagne, si baciavano sotto il vischio e si auguravano co...