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lunedì 4 novembre 2019

Quando abbraccio Nina



Quando abbraccio Nina non abbraccio un cane, abbraccio l'Universo e mi commuovo.
La cagnolina che si affida, che ha fiducia nella mano amica dell’uomo e che si addormenta in un abbraccio d’amore, mi porta in dono tutta se stessa ma anche valori dimenticati, emozioni arcaiche, un’energia soprannaturale e nello stesso tempo naturalissima.
Quando accarezzo Nina accarezzo la vita, il calore del suo corpo e un’energia primordiale. Quando accarezzo Nina accarezzo il suo cuore che batte veloce, il respiro pesante e le zampe gioiose sempre pronte a correre, giocare e partire.
Amorevole e dolcissima, Nina mi porta in dono memorie di vite passate, di esistenze dimenticate; mi racconta la vita dell’uomo nelle caverne, quando dopo essere riuscito ad addomesticare i lupi, entrambi si sono sentiti più forti e meno soli: io ti accudisco, ti nutro e ti scaldo; tu mi proteggi e mi difendi. Un sodalizio perfetto basato sulla fiducia reciproca e sull'amore contraccambiato. 
Quando abbraccio Nina il mio respiro si placa, diventa profondo e semplice come il suo, senza affanni. Insieme a lei riscopro parte della mia natura selvaggia e in quell'abbraccio così vero mi addormento, senza più né anni né tempo, perché danziamo insieme la danza cosmica di questo pazzo pianeta.




domenica 10 maggio 2015

Il "lavoro" più bello





Essere mamma è stato ed è il mio "lavoro" più bello. 

Non rimpiango un secondo dell'infinità di tempo speso in casa coi miei figli a leggere favole, giocare, disegnare, studiare, cantare, ridere e a volte piangere, rinunciando con piacere ad altre mille possibilità. 

Loro sono la mia luce, la rassicurante penombra e la notte, il sentiero di montagna, un ruscello impetuoso, un lago tranquillo, un mare d'agosto, l'aria fresca del mattino, le ore calde della sera quando il vento dell'est  porta profumi d'oriente.

Loro sono il fuoco che scalda un bivacco, la pioggia di marzo e quella di ottobre, l'estate che esplode all'improvviso e l'autunno che gradualmente si rivela nei suoi colori migliori, fino a ferirci con la sua straordinaria ed inattesa bellezza.

Loro sono la mia gioia, i giorni di festa, le lacrime e gli abbracci, la fatica e l'impegno, il teatro della vita, la mia danza cosmica e la mia musica del cuore. 

Loro sono gli sguardi di delusione, malinconia, dolore che colgo prima, oltre e al di là delle parole. 

Loro sono le emozioni che raccontano e quelle che tacciono, la confidenza e il pudore, la timidezza e il coraggio, la riservatezza e la risposta comica ad una piccola tragedia.

Loro sono la reciprocità, il sostegno, la bellezza di essere fratelli e la fiducia di essere una squadra.

In questo giorno che tutti dedicano alle mamme io ringrazio i miei figli, Valeria e Samuele, per tutto quello che mi hanno insegnato, per avermi permesso di crescere insieme a loro, per aver fatto della ragazzina insicura che ero una donna ed una persona migliore.


Capodanno

Fino al 1 gennaio 1968, per me Capodanno era la festa in cui i grandi stappavano champagne, si baciavano sotto il vischio e si auguravano co...