Un pensiero d'amore a mia mamma, ragazza coi calzini corti dentro le scarpe, la camicetta con le maniche a sbuffo e la gonna attillata; a mio padre con la sua "Giustizia e Libertà" e, da subito, jazz a fiumi e sigarette nelle vene.
mercoledì 24 aprile 2013
giovedì 21 marzo 2013
Primavera in controluce
Adoro alzarmi all'alba quando il sole, inatteso, mi sorprende dietro le tapparelle abbassate per avvolgermi come un innamorato con tutta la sua luce.
Il profilo della collina è nitido e l'azzurro tenue del cielo è come se cantasse un dolcissimo inno all' amore universale.
Sono attratta dal canto delle sirene della mutevole e pazza primavera e inizio a camminare.
Voglio raggiungere il mare respirando l'aria pungente di questo mattino di marzo;
Alzare lo sguardo sulle luci alte del giorno che definiscono chiaroscuri sui muri delle case;
Passare dal tepore del sole al freddo, nell'ombroso abbraccio dei vicoli: percorso di passi consapevoli in un vecchio borgo di pescatori tra profumi di caffè, brioche e focaccia.
Guardare il mare in controluce.
Sentire in faccia il sole che brucia.
E nell'ombra, chiuse in tasca, le mani gelate.
venerdì 8 febbraio 2013
Emanuele Dabbono life: musica e poesia senza compromessi
Dalla prima canzone suonata con la chitarra alle scuole medie, al secondo disco che uscirà nel 2013; da X Factor, ai palcoscenici più importanti d'Italia; dai libri bianchi che colorava da bambino, alla pubblicazione di un libro per Feltrinelli.
In una breve intervista la storia di un musicista del nostro tempo.
Tutto è cominciato con un foglio bianco. Il padre, operaio in una tipografia, gli portava a casa fantastici libri, non stampati ma perfettamente rilegati. Per Emanuele, che da bambino avrebbe preferito in regalo una macchinina, quei fogli bianchi sono diventati sin dai suoi primi anni di vita uno spazio creativo, un vuoto da riempire, prima di segni e disegni, poi di parole; solo più tardi di musica e testi.
“Ho iniziato a suonare la chitarra alle scuole medie. La prima canzone che sono riuscito ad eseguire è stata Desperado degli Eagles. Di lì ho compreso profondamente ed intimamente il valore delle emozioni che una semplice canzone poteva trasmettere e la forza comunicativa della musica. Da quel giorno non ho più smesso di suonare e comporre nel tentativo di trovare una strada tutta mia. Quei libri bianchi sono diventati i miei quaderni di appunti.
Durante un viaggio in Irlanda ho avuto ulteriore conferma di quelle che fino ad allora erano state semplici intuizioni. Ero a Doolin, un paesino di pescatori. Sono entrato insieme ad amici in un pub noto per le live session di musica tradizionale. Seduti a bere avvertivamo di non essere graditi. Non capivamo se si trattasse degli abiti o che altro; poi, quando ci hanno mostrato il palco e fatto capire che avremmo dovuto esibirci in qualche modo perché lì era la regola per ogni avventore, sono salito e ho suonato. La gente partecipava. Applaudiva. Era felice. La comunicazione, dopo il momento di tensione iniziale, si faceva sempre più calda. Ecco. Questo è per me fare musica: interagire con il pubblico e traslocare emozioni. Per i concerti non preparo mai una scaletta, ma solo una quarantina di brani. Vado a braccio e scelgo i pezzi sulla base del pubblico che ho davanti, ascoltando e percependo le loro reazioni. Certo per i musicisti che suonano con me non è semplicissimo ma è così che deve essere”.
Dopo "Trecentoventi", album uscito nel 2012 con la band dei Terrarossa, sta per essere pubblicato il secondo dal titolo "La velocità del buio". Come nascono le tue canzoni? Da dove l'ispirazione?
“Le mie migliori canzoni sono nate a Genova in sopraelevata. Ho sempre con me l'Iphone, canto, scrivo, annoto e la canzone prende forma. Tutto è occasione per inventare un brano. Dal fare la spesa ad osservare la gente per strada. L'importante è essere in sintonia con quello mi sta intorno”.
Oltre ai dischi hai scritto un libro,“Genova di spalle”, e un secondo è in uscita. Come sono nati?
“Il primo è una storia di sopravvivenza in provincia. E' un romanzo breve con un linguaggio volutamente semplice, adolescenziale. Avendo fatto per anni l'educatore, ho concepito il libro come storia di formazione, scritto sotto forma di diario per raccontare il bello e il brutto dell'adolescenza di un ragazzo ligure, tra gite in montagna, partite di calcio, primi baci alle ragazzi, cassette dei Pink Floyd, vacanze con gli amici, corse in bicicletta, feste di paese e soprattutto i rapporti con la sua famiglia e i suoi coetanei.
Una volta scritto l'ho inviato a tutte le case editrici. La pubblicazione, nel 2010, è stata a cura del Gruppo Albatros e le vendite molto al di sopra delle aspettative. La sorpresa è stata che pensavo di aver scritto un libro malinconico, invece molti lo hanno trovato divertente, addirittura comico. Ho continuato a scrivere e il prossimo libro, una raccolta di poesie, s'intitolerà “Musica per lottatori” e uscirà entro l'anno per l'editrice Feltrinelli.
Tu che hai avuto una grande popolarità con la partecipazione alla prima edizione di X Factor consiglieresti ad un giovane di partecipare ad un talent show televisivo?
“Trattandosi della prima edizione non potevo immaginare come fosse il programma. Sapevo solo che il vincitore si sarebbe portato a casa un contratto discografico. Per me è stata un'esperienza utile, ma non lo consiglierei ad un musicista perché non credo che emergere in un talent possa essere la soluzione. Ad un giovane agli esordi suggerirei piuttosto di andare a vivere e suonare all'estero; oppure lavorare assiduamente ad un progetto e proporsi alle case discografiche solo dopo aver maturato un proprio stile. Il tutto per evitare il rischio di manipolazioni perché, nei talent, tentano in tutti i modi di plasmarti a partire dal look per finire all'identità musicale. Io ho rifiutato il contratto con la Sony per un disco di Cover proprio perché non corrispondeva alla mia idea di musica.
Sei pentito della tua scelta?
"Assolutamente no perché se l'uomo e l'artista devono essere una cosa sola, occorre coerenza. E io, all'autenticità, non rinuncio".
Emanuele Dabbono, 36 anni, cantautore genovese, è stato uno dei protagonisti della prima edizione di X Factor, talent show televisivo andato in onda per la prima volta su Rai2 nel 2008, aggiudicandosi il terzo posto dietro a Giusy Ferreri e ai vincitori Aram Quartet. All'indomani del successo di X Factor, ha rifiutato la proposta discografica della Sony per la registrazione di un album di cover preferendo pubblicare un EP con canzoni sue per l'etichetta Edel.
A fine 2011, prima sulla piattaforma iTunes ed in formato disco nell'aprile del 2012, insieme al gruppo dei Terrarossa ha pubblicato il primo disco dal titolo "Trecentoventi" per l'etichetta Grace Orange/Halidon. E' passato un anno dall'uscita di "Trecentoventi" ed ecco che il 2013 darà alla luce il secondo album: “La velocità del buio”, il cui titolo prende spunto dalla riflessione di Emanuele su quanto sia facile, oggi, veicolare ed amplificare informazioni dettate dall'ignoranza e da un approccio mordi e fuggi con il mondo, piuttosto che dalla cultura o dalla voglia di sapere. Ma la luce in fondo al tunnel c'è perché per Dabbono, di fronte al vuoto che avanza, ci sono piccole luci e ancore di salvezza da scovare per non farsi schiacciare dalla banalità. Musicalmente, il disco segna un'evoluzione nel sound dei Terrarossa.
Per saperne di più:
http://www.dabbono.com
http://www.dabbono.com
domenica 20 gennaio 2013
Alessandra e la neve....
Il lungo inverno e la neve erano diventati l’occasione per un appuntamento privato con sé stessa. La sua ora d'aria.
Il silenzio ovattato imposto dai fiocchi copiosi e lenti in anarchica caduta libera, le faceva rimbalzare i pensieri dando loro ordine, rifugio, spessore.
Quello che normalmente percepiva come semplice intuizione, idea impalpabile o sfuggente, grazie a quella neve accecante, viva, incessante e lenta si trasformava in profondità, analisi, incontro intimo.
Era come se quel velo bianco, incontaminato e perfetto le suggerisse una scorciatoia, il modo più rapido di raggiungere il fondo - cuore del vulcano - e far conoscenza con ignoti angoli, spigoli, anfratti della sua anima sempre inquieta.
Il gelo improvviso le aveva raffreddato le ossa; disagio subito risolto con una coperta calda stretta attorno al corpo e una tazza di tè fumante tra le mani.
Non riusciva a staccarsi dalla vetrata affacciata sulla
strada:
i tetti rossi cambiavano rapidamente aspetto e così l'asfalto
grigio, le ringhiere d'acciaio, le auto in sosta, gli ulivi e i
sempreverdi.
Il lento susseguirsi di ore di bufera bianca e ventosa, dove
l'assordante protagonista era l'avvolgente silenzio che
trasformava la realtà quotidiana in incantesimo e stupore
dando alla frenesia del giorno un ritmo tutto suo, aveva
indotto in lei una rapida quanto inconsapevole
metamorfosi.
Quei fiocchi leggeri, asciutti nel volo e umidi
all’atterraggio, divennero chiave e metafora dei suoi
processi di pensiero: aleatori, caotici, incontrollabili e
sfuggenti, ma solo fino a quando, come la neve sulle foglie,
non si adagiavano lenti nel fondo del suo cuore e della sua
mente sedimentando prima di sciogliersi in ipotesi,
opinione, certezza, dubbio, ricordo, futuro.
Complice la neve, quell'inverno Alessandra lo trascorse
così, alla finestra, contemplando e ascoltando il silenzio
rumoroso dei fiocchi ora bianchi, ora neri della sua anima.
E non fu tempo perso.
domenica 13 gennaio 2013
Uno spettacolo da non perdere
In Wonderland e il pazzo mondo di Alice
Il
paese delle meraviglie è quello che nel corso del 2013 ospiterà nelle sue strade e
piazze “In wonderland”, performance frutto della
collaborazione tra Controrilievi Performing Arts di Valeria
Chiara Puppo, gli acrobati del Duo ARTEMIS, l'attore Michele
Stimamiglio.
La produzione, presentata in anteprima il 29 dicembre 2012 a Celle Ligure nell'ambito del calendario degli eventi natalizi del Comune, è una pièce di teatro danza pensata per il divertimento dei bambini, ma che non manca di coinvolgere e stupire il pubblico dei grandi. Musica, danza, recitazione, gioco, ironia ed inaspettate acrobazie sono ingredienti del frizzante menù proposto da Controrilievi Performing Arts.
In
Wonderland
prende spunto dalla narrazione di Alice
nel paese delle Meraviglie,
dando vita ad una serie di quadri - da ambientare rigorosamente in spazi all'aperto - nei quali la piccola Alice e il Bianconiglio vivono le avventure più
significative descritte nel romanzo di Lewis Carrol: dall'incontro
surreale con il Cappellaio Matto, alla folle ed ipnotica Maratonda,
al conflitto con la crudele e temuta regina, alla magia misteriosa ed
inquietante dello Stregatto che trascina Alice in un mondo sospeso
attraverso l'acrobatica aerea su tessuti.
Il
tutto sapientemente arricchito da intriganti sonorità e musiche,
oltre ai meravigliosi costumi. I trucchi teatrali sono ideati dalla
make
up artist
Marzia
Pistacchio
venerdì 21 dicembre 2012
Dall'ascolto dei notiziari al brainstorming con se stesso, la giornata tipo del re della vignetta satirica Danilo Maramotti
Schivo,
sincero, artisticamente folle, dolcemente stralunato, difficile da
catalogare perché autenticamente fuori dagli schemi e poco incline
alla mondanità, Danilo Maramotti è uno dei più prestigiosi
fumettisti del nostro tempo, ma a differenza di molti suoi
concittadini illustri e famosi, vive la professione come una
sorta di “artigianato spirituale”, un mix di ritiro creativo e
meditazione sottraendosi a qualsiasi impegno istituzionale o mondano.
Maramotti
preferisce, infatti, andare alle inaugurazioni delle mostre dei tanti
amici artisti, piuttosto che farne una propria, così come gradisce
di più una cena tra pochi intimi che un pranzo di rappresentanza. Il suo
lavoro lo si può ammirare solo in fase di pubblicazione ed è sempre
frutto di uno studio attento ed approfondito degli eventi quotidiani
che il suo talento riesce a trasformare in battute taglienti per un
umorismo sempre senza speranza.
Nato
il 17 maggio del 1949 a Savona, ha collaborato con il meglio
dell'editoria nazionale: ViviMilano
(Corriere della Sera), TuttoLibri (La Stampa), Il Messaggero, Cuore,
Corto Maltese, Frigidaire, Rockerilla,
Notizie Verdi, Sottobanco, Scuola Matrigna, www.EDay.it, Tic, Alter,
Comix,
Boxer, Zapata, Gulliver. Ha disegnato per: Vespa, Pirelli, Eminence,
Luce Plan.
Ha
pubblicato i seguenti libri: Bad
Cat, Rizzoli/ Milano Libri 1994. Dolce Rita, Lupetti & Fabiani
1998. Rocky Rude duro con i duri, La Vita Felice 2000.
Nel
1994 ha ricevuto il Premio
Satira di
Forte dei Marmi. Attualmente è impegnato con: L'Unità,
CorrierEconomia (Corriere della Sera), Linus, Modus Vivendi, Giudizio
Universale, Emme, Smemoranda.
Il
suo esordio in campo fumettistico risale al 1970 con la rivista
Horror
di Gino Sansoni. Negli anni immediatamente successivi si dedica a
diverse attività. Tra queste l'insegnamento al Liceo Artistico di
Savona e l'apertura di un laboratorio di ceramica a Varazze. Si
riaffaccia al fumetto nel 1981 con il racconto “Paranoia”
pubblicato dalla rivista Frigidaire.
Definito
da Oreste Del Buono
“un mostro di modestia che spazia dalla tragedia alla farsa con
facilità raccontando orrori e gaffes della vecchia e della nuova
classe dirigente”,
Maramotti mi riceve nel suo appartamento a Savona dove non mancano
scaffali e scrivanie piene di fogli, matite, penne, computer e
montagne di libri. Dalla finestra del suo grande studio-salotto,
s'intravede uno scorcio di mare.
La
sua giornata è scandita dal ritmo dettato dalle esigenze degli
editori che attendono le vignette a commento pungente ed implacabile
dei fatti della complessa e spesso tragicomica politica del nostro
Paese. Sin
dalle prime ore del mattino lettura dei giornali e doveroso ascolto
delle news nazionali sulle reti digitali. E poi è tutto un
susseguirsi di schizzi e bozze alla ricerca di idee originali e
“feroci”.
<Come
una volta al cinema c'erano i cosiddetti “battutisti” che
commentavano a voce alta i film, io sono e mi sento un “battutista”
della politica italiana. Dopo essermi infarcito di news le elaboro
facendo un brainstorming con me stesso. Certo produrre
quotidianamente non è facile e richiede applicazione, tempo,
energie>.
Attratto
inizialmente dall'horror, Maramotti ha iniziato disegnando vere e
proprie storie, ma con l'espandersi di una fumettistica per allora
decisamente “spinta”: Jacula, Isabella, Messalina, ha deciso che
quella non era la sua strada.
Dopo
una brillante carriera nel mondo della striscia d'autore e del
fumetto vero e proprio, Danilo passa alla vignetta più per necessità
che per vocazione:
<Con
la sofferta chiusura d'importanti giornali e magazine di fumetti, mi
sono dedicato a tempo pieno alla vignetta. Disegnare mi diverte, mi
allontana dall'alzheimer....che alla mia età è sempre alle porte. E
soprattutto mi mantiene vivo>.
http://www.danilomaramotti.it/
martedì 11 dicembre 2012
Donne e artigianato: viaggio alla scoperta di giovani talenti liguri
Mi piace scoprire talenti emergenti, nell'arte e nell'artigianato. Adoro entrare nei laboratori a curiosare ed annusare cosa c'è nell'aria. Tra le mie ultime, fantastiche scoperte: Valeria Grasso, architetto e designer che ha scelto di dedicarsi alla creazione di gioielli personalizzati e Silvia Testa, che ha aperto un atelier dove crea fantastici abiti con un tocco discreto di follia.
Se volete conoscerle aprite i seguenti link.Non rimarrete delusi.
Albisola Capo: Una giovane designer riscopre l'arte orafa
Celle Ligure: Taglia, cuci, crea...è questo il mondo di Caterinette
lunedì 19 novembre 2012
Il Dodicesimo Pianeta, emozioni in musica per il disco d'esordio di Adriano Viglierchio
Semplice
come l'acqua di una cascata, salda come la corteccia di un albero,
pura come un cristallo, chiara come la luce, libera come l'Aquila di
allargare le sue ali e spiccare il volo, è l'umanità risvegliata
alla quale si rivolge Adriano Viglierchio, in arte Adrien,
autore di un emozionante disco dedicato alla ricerca spirituale e
alla crescita interiore.
"Il
Dodicesimo Pianeta" è l'album d'esordio del
giovane musicista savonese, scritto con coraggio e cuore aperto:
sette brani più una bonus track dedicati all'amore universale e ad
una generazione di argonauti in viaggio verso un pianeta ideale dove
ogni creatura potrà finalmente esprimersi e vivere con amorevolezza,
in equilibrio con la natura e tutte le creature,
accettando i mutamenti e il divenire dell'esistenza.
Nel
disco, valenze yin e yang s'inseguono in una magnifica danza tra
dualità ed individualità, tra maschile e femminile, in un
fluttuare ininterrotto, mistico ed energico.
La
voce di Adrien, che accosta con disinvoltura antichi
mantra in sanscrito a sonorità pop rock utilizzando, talvolta, anche
la lingua inglese, risulta potente e fortemente evocativa anche
grazie alle suggestioni musicali date dalle basi di pianoforte,
chitarre, basso, percussioni e alla voce femminile di Sara Grimaldi -
corista di Zucchero - che fa da contraltare alla potenza vocale
di Adrien.
L'ascolto
in anteprima è stato emozionante perché in ogni traccia ho
ritrovato un po' del mio bagaglio: letture fatte in molti anni
dedicati allo studio dei grandi maestri spirituali; sensuali profumi
d'incenso; scorci di vita trascorsa nei meravigliosi e mai
dimenticati giorni di meditazione e silenzio al centro di Pomaia in
Toscana; i mantra tibetani; i colori luminosi dello yoga; il
calore affettuoso e curativo del reiki; frammenti di cuore
agitato quando "posseduta" dalla passione per la danza
primitiva non mancavo di ringraziare il Divino per avermi donato
anima, respiro, orecchie, ritmo, forza fisica e capacità di danzare
"nella musica" rapita dal magico suono dei tamburi
d'Africa.
La
seconda sorpresa è stata scoprire che i brani di Adrien non
sono per iniziati, ma per tutti. La sua “medicina sonora” è
infatti frutto di un sapiente mix tra l'amore per la musica coltivata
sin da ragazzo e gli anni di esperienza come operatore Olistico, che
porta avanti nel centro Shanti World di Savona (dove il 12 dicembre
2012 sarà ufficialmente presentato il disco). Il risultato è stato
dare voce, colore e suono ad una semplice ma efficace terapia
musicale finalizzata all'autoguarigione.
Ascoltare
“Il Dodicesimo Pianeta” sarà per chiunque l'occasione per
intraprendere un viaggio dentro di sé, alla ricerca dell'equilibrio
dei sette chakra e di un'autentica fonte d'ispirazione personale ed
emozionale.
Il Dodicesimo Pianeta è stato registrato al "Pontremoli Studio & Lunisiana Soul" (Ms).Progetto, musica, testi, voci e pianoforte di Adrien Viglierchio.Arrangiamenti e Programmazione Studio di Eddy (Stelevox) Mattei.Basso e chitarre Marco Biasini. Background Vocale Sara Grimaldi. Fotografie di Simone Cecchetti.
mercoledì 10 ottobre 2012
giovedì 4 ottobre 2012
Incanto d'autunno
Nuvole a cumuli, sprazzi di sole a est, aria carica di pioggia, mare grigio perla
E' un mattino d'ottobre in Liguria
Respiro l'autunno dalla finestra di casa
Mi lascio sedurre da un profumo
lunedì 24 settembre 2012
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Capodanno
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